martedì 27 maggio 2014

Iperinflazione

(pag.987) “Le musiciste venivano pagate ogni sera in contanti. Tutte le ragazze avevano grandi borse per trasportare le mazzette di banconote.
Uscendo, Maud raccolse un quotidiano lasciato da un cliente. Walter l’avrebbe letto. Non potevano permettersi di comprare giornali.
Lasciato il locale, andò direttamente al forno. Era pericoloso tenersi i soldi: era possibile che quello che avevi guadagnato la mattina già in serata non bastasse più per una pagnotta. Davanti al negozio c’erano già parecchie donne in coda, al freddo. Alle cinque e mezzo il fornaio aprì e con un gessetto scrisse i prezzi del giorno su una lavagna. Quella mattina una pagnotta di pane nero costava centoventisette miliardi di marchi.
Maud ne comprò quattro. Non le avrebbero mangiate tutte quel giorno, ma non aveva importanza: il pane raffermo poteva essere utilizzato per irrobustire le zuppe. Le banconote no.”

(foto: aula.forumfree.it Bambini che giocano con milioni e milioni di marchi, Germania, 1923)

(link: alcune foto del periodo dell'iperinflazione negli anni '20 in Germania)

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